HLA come fattore prognostico nell’immunoterapia dell’adenocarcinoma polmonare

Il livello di linfociti T CD8+ infiltranti il tumore è positivamente associato a un miglioramento dei parametri clinici in pazienti con tumore polmonare non a piccole cellule (NSCLC). Tuttavia, l’efficacia di questa risposta anti-tumorale sembra dipendere in maniera significativa dal tipo di antigeni HLA espressi dal tumore, considerando che tali antigeni svolgono un ruolo chiave nella presentazione degli antigeni tumorali alle cellule T.

I ricercatori del Leiden University Medical Center hanno analizzato campioni di tessuto tumorale di pazienti con adenocarcinoma polmonare, per valutare la correlazione tra la sopravvivenza dei pazienti, i livelli di linfociti T CD8+ intraepiteliali e stromali, e l’espressione degli antigeni HLA-A, HLA-B/C e HLA-E.

L’analisi di 197 campioni di tessuto tumorale ha mostrato che in più del 40% dei casi l’espressione di HLA-A era ridotta o assente, mentre l’espressione di HLA-B/C era ridotta fino al 75% dei casi. La presenza di alti livelli di CD8+ infiltranti il tumore era correlata a un beneficio clinico solo quando le cellule tumorali avevano mantenuto una buona espressione degli antigeni HLA di classe I, in particolare di HLA-B/C.

Inoltre, gli antigeni non-classici HLA-E – che inibiscono la funzionalità di linfociti T e cellule NK – erano espressi ad alti livelli in più del 70% degli adenocarcinomi polmonari analizzati. L’espressione di HLA-E ad alti livelli è risultata un fattore prognostico negativo indipendente per la sopravvivenza dei pazienti, ed è inoltre emerso che l’effetto prognostico positivo dato dalla presenza di CD8+ stromali era completamente abolito in presenza di alti livelli di HLA-E.

Questi risultati confermano quindi il ruolo protettivo delle CD8+ nel trattamento del NSCLC, ma sottolineano come la loro efficacia dipenda dall’espressione di HLA di classe I e dall’assenza di HLA-E da parte delle cellule tumorali. Gli autori dello studio raccomandano di analizzare i livelli di HLA-A, HLA-B/C e HLA-E come biomarker per predire la risposta all’immunoterapia in pazienti con adenocarcinoma polmonare e sottolineano le potenzialità che l’utilizzo di anticorpi anti HLA-E potrebbero avere nel trattamento di NSCLC.

Fonte:
Talebian Yazdi M, van Riet S, van Schadewijk A, et al. The positive prognostic effect of stromal CD8+ tumor-infiltrating T cells is restrained by the expression of HLA-E in non-small cell lung carcinoma. Oncotarget. 2015 [Epub ahead of print]

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