L’effetto anti-tumorale della vitamina D nel cancro del colon-retto passa dalla regolazione dei fibroblasti stromali

Un gruppo di scienziati spagnoli coordinati dall’istituto de Investigaciones Biomédicas “Alberto Sols” ha studiato le proprietà anti-tumorali della vitamina D nel cancro del colon-retto (CRC). Secondo quanto riportato sulla rivista Gut l’effetto anti-cancro del metabolita attivo della vitamina D (1,25-diidrossivitamina D3; 1,25(OH)2D3) è dovuto alla regolazione dei fibroblasti tumorali che si trovano nello stroma, e che come è noto influenzano fortemente la progressione tumorale.

Analizzando i dati di 658 pazienti con CRC provenienti dallo Spanish Biobank Network, Laribba e colleghi hanno scoperto che un’alta espressione del recettore della vitamina D (VDR) sui fibroblasti tumorali stromali era associato a un’aumentata sopravvivenza e progressione libera da malattia dei pazienti, indipendentemente dal livello di espressione dei VDR sulle cellule tumorali.

I ricercatori hanno inoltre osservato che il metabolita attivo della vitamina D era in grado di inibire l’attivazione pro-tumorale dei fibroblasti normali (NF) e dei fibroblasti associati alle cellule cancerose (CAF), bloccandone sia l’attivazione – misurata come contrazione del gel di collagene – sia l’azione pro-migratoria sulle cellule da CRC.

L’esposizione dei fibroblasti al 1,25(OH)2D3 portava inoltre a una riprogrammazione genetica dei CAF e il profilo genetico risultante era caratteristico dei pazienti con migliore sopravvivenza e progressione libera da malattia. In particolare l’espressione di due geni – CD82 e S100A4 – è risultata associata al livello di VDR sui fibroblasti stromali e al risultato clinico dei pazienti.

Alla luce dei risultati raccolti gli autori affermano che “l’azione terapeutica degli agonisti dei VDR potrebbe essere estesa ai pazienti con CRC che esprimono i VDR sui fibroblasti stromali, anche in assenza dell’espressione VDR sulle cellule cancerose. Gli agonisti VDR potrebbero quindi essere ulteriormente esplorati come terapia contro i tumori attivati dallo stroma.”

Questi risultati dimostrano quindi l’importanza dello stroma e del microambiente tumorale come target per le terapie anticancro e supportano fortemente il ruolo di 1,25(OH)2D3 come un importante agente protettivo nel CRC

Fonte: Ferrer-Mayorga G, Gómez-López G, Barbáchano A, et al. Vitamin D receptor expression and associated gene signature in tumour stromal fibroblasts predict clinical outcome in colorectal cancer. Gut. 2016; pii: gutjnl-2015-310977. [Epub ahead of print]

Lascia un commento