L’età influenza la risposta terapeutica nel melanoma

Il processo di invecchiamento della pelle in pazienti con melanoma è associato a modifiche al microambiente tumorale che aumentano la capacità metastatica del tumore, rendendolo più resistente alle terapie mirate. Questo è un problema emergente data l’elevata mortalità del melanoma, una malattia con solo il 20% di sopravvivenza a 5 anni e frequente sviluppo di resistenza.

Un team internazionale di scienziati guidati dal Wistar Institute ha individuato per la prima volta dei cambiamenti specifici che si verificano nel microambiente tumorale nella pelle degli anziani, dimostrando che le cellule di melanoma in un paziente anziano si comportano effettivamente in modo diverso rispetto alle stesse cellule di un paziente più giovane.

Gli scienziati hanno focalizzato la loro attenzione sui fibroblasti dermici, cellule che aiutano la pelle a recuperare dopo una lesione e possono contribuire alla crescita e all’invasione del melanoma. Confrontando i fibroblasti dermici provenienti da donatori sani giovani (25-35 anni) con quelli di pazienti anziani (55-65 anni) è emerso che nel microambiente tumorale degli anziani è presente un fattore secreto, chiamato sFRP2, che funziona da regolatore di un’altra proteina, la β-catenina. Questa molecola non solo blocca la capacità di invasione delle cellule di melanoma, ma la sua perdita durante l’invecchiamento sembra promuovere lo stress ossidativo in alcuni tipi di cellule.

Weeraratna e colleghi hanno inoltre osservato che nel microambiente tumorale “vecchio” ci sono meno molecole scavenger dei radicali liberi dell’ossigeno, fattore che aumenta la presenza di specie ROS. L’aumento dei ROS, associato alla perdita della β-catenina, rende le cellule di melanoma degli anziani meno in grado di gestire i radicali liberi dell’ossigeno, aumentando l’instabilità genetica del tumore. Per questo motivo i pazienti anziani sono più resistenti ai trattamenti farmacologici, quali per esempio gli agenti che inibiscono il gene BRAF, mutato in circa la metà dei casi di melanoma.

Alla luce di questi risultati, gli scienziati hanno analizzato l’effetto degli antiossidanti sulle cellule tumorali, esponendo cellule di melanoma a fibroblasti dermali “invecchiati” pre-trattati con l’antiossidante N-acetilcisteina (NAC). L’esposizione dei fibroblasti agli antiossidanti portava alla morte delle cellule di melanoma, suggerendo che gli antiossidanti possono rappresentare una buona strategia di trattamento per i pazienti più anziani.

Amanpreet Jaur, primo autore dello studio ha dichiarato: “I nostri risultati sottolineano come sia importante gestire il melanoma in modo appropriato a seconda dell’età. Insieme ad altri studi, che confermano l’efficacia degli antiossidanti nel trattare i tumori con mutazioni del gene BRAF, abbiamo ora un numero maggiore di dati a sostegno del fatto che la popolazione anziana potrebbe beneficiare di nuove strategie terapeutiche”.

Fonte
Kaur A, Webster MR, Marchbank K, et al. sFRP2 in the aged microenvironment drives melanoma metastasis and therapy resistance. Nature. 2016 Apr 4. [Epub ahead of print]

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