Linee guida per pazienti anziani con carcinoma polmonare: qual è l’approccio terapeutico migliore?

Circa il 60% dei pazienti diagnosticati con carcinoma polmonare sono soggetti con più di 65 anni. Nonostante questo, nella pratica clinica non è stato ancora definito quale sia il miglior approccio terapeutico per questi pazienti. La popolazione anziana presenta infatti una serie di peculiarità quali presenza di comorbidità, peggiori condizioni cliniche generali (basso performance status), nonché la scarsità di dati specifici provenienti da studi clinici.

Queste problematiche portano spesso i medici ad evitare l’utilizzo della chemioterapia sistemica nei soggetti anziani, a sostituire i trattamenti combinati con monoterapie o ridurre i dosaggi dei trattamenti, rischiando però di comprometterne l’efficacia.

Un gruppo di medici del Dipartimento di Oncologia dell’Albert Einstein College of Medicine ha raccolto i dati disponibili sul trattamento di pazienti anziani con carcinoma polmonare per cercare di definire quale sia il miglior approccio terapeutico.

Sulla base dei risultati gli autori suggeriscono che i pazienti anziani in buone condizioni cliniche dovrebbero ricevere la stessa chemioterapia adiuvante dei soggetti più giovani. Questa terapia dà infatti vantaggi simili in entrambe le popolazioni senza un significativo peggioramento nella qualità della vita per i soggetti anziani.

Nel caso di carcinoma polmonare avanzato, gli esperti suggeriscono l’uso della doppia chemioterapia a base di platino (carboplatino e paclitaxel, cisplatino e docetaxel o altre combinazioni) che è significativamente più efficace dei trattamenti monoterapici anche nei pazienti anziani e ha un profilo di tollerabilità spesso simile a quello osservato nei pazienti più giovani.

Per quanto riguarda le nuove target therapies (TKI e agenti antiangiogenetici), questi hanno il vantaggio di una tossicità ridotta, ma i dati sulla loro efficacia e sicurezza nella popolazione anziana sono ancora molto limitati. Dai dati ad oggi disponibili per esempio non sempre le terapie di precisione si sono rivelate più efficaci di quelle convenzionali per i pazienti anziani.

In ultimo le recenti scoperte nell’ambito dell’immunoterapia, con l’introduzione degli agenti anti-PD-1, potrebbero portare a un cambiamento drastico nel trattamento del NSCLC con benefici anche per i pazienti non più giovani. Secondo gli esperti è molto importante che i nuovi studi prospettici che verranno condotti si focalizzino anche su questi pazienti, per guidare meglio le decisioni cliniche in questa difficile popolazione.

Fonte
Bakirhan K, Sharma J, Perez-Soler R, et al. Medical Treatment in Elderly Patients with Non-Small Cell Lung Cancer. Curr Treat Options Oncol. 2016; 17(3): 13.

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